Latest Entries

Cina, le chiavi per il successo

Posted by Tiziana Cantoni
Tiziana Cantoni
Tiziana Cantoni has not set their biography yet
User is currently offline
on Friday, 18 May 2012
in senonCINAsci

Il 18 maggio alle ore 14.30 presso il Palazzo Giacomelli di Treviso, in collaborazione con Unindustria Treviso, PTL Group terrà il seminario:

Cina, chiavi per il successo

Scopo del seminario è fornire una serie di informazioni utili a tutti quegli imprenditori che intendono iniziare le operazioni nel Paese di mezzo. Il taglio del seminario è molto commerciale, con suggerimenti e consigli pratici e con una particolare attenzione agli errori da evitare e alle strategie vincenti per essere competitivi in Cina e non perdere competitività in casa propria.

Relatori:

Zvi Shalgo -  CEO di PTL Group

Paolo Angeletti – Responsabile Italia per PTL Group

Per scaricare la presentazione premete qui.

 

Buona lettura,

Tiziana Cantoni

Tags: Untagged

Survey: Operational Excellence in China

Posted by Elena Luk'yanenko
Elena Luk'yanenko
Elena has more than five years of experience in international marketing providing services for the foreign com...
User is currently offline
on Wednesday, 16 May 2012
in Business in China

survey
We launched "Operational Excellence in China" survey in cooperation with Dezan Shira Associates. This survey is intended for senior management executives of international companies operating in China. The main objective of the survey is to gather information about key factors affecting operational excellence of companies in China. Questions cover HR, Finance, Logistics, Operations, Legal and Tax issues.

To follow up this survey we will hold "Operational Excellence in China" seminars in Shanghai on June 7 and in Beijing on June 14 where we will analyze survey findings and provide practical solutions for better management and internal controls. If you would like to attend this event, email to Lily Li at This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. .

Rep Off, WOFE o J.V. ? No grazie, meglio il Management in Trust

Posted by Tiziana Cantoni
Tiziana Cantoni
Tiziana Cantoni has not set their biography yet
User is currently offline
on Friday, 20 April 2012
in senonCINAsci

Iniziare un’attività in Cina oggi non è una decisione facile da prendere, soprattutto per le piccole medie imprese che stanno patendo la crisi in Europa e che temono, a ragione, un investimento considerevole dagli esiti incerti.

Quello che frena gli imprenditori con i quali abbiamo parlato, oltre la classica paura di fallire accentuata dal fatto di dover operare su un terreno sconosciuto, sono le incertezze relative ai tempi di "effettività", il cosiddetto "time to market” cioè il tempo che passa dal momento in cui si decide di entrare in Cina al momento in cui si è operativi.

Ma vediamo in dettaglio i vari passi necessari per la costituzione di un’azienda in Cina.

La prima cosa che un imprenditore, che intende iniziare un business in Cina, pensa di fare è la seguente: registrare l’azienda scegliendo un’entità legale, che in base alle caratteristiche della propria attività, potrebbe essere una WOFE, una JV, una FIP o un Rep Off (per ulteriori dettagli vi invito a rileggere il vecchio post: Come fare business in Cina: le domande più frequenti).
Registrare l’azienda è solo l’inzio, successivamente si devono cercare gli uffici, assumere il personale, organizzare la struttura.
Iniziare le operazioni e cioè cercare i distributori, importare i prodotti, venderli.

Tenendo conto i vari aspetti burocratici per la registrazione dell’azienda e i tempi necessari per la costituizione di una struttura funzionante, parliamo di un periodo che, se non incontra ostacoli, richiede almeno alcuni mesi. Sempre che si abbiano le idee chiare e già si sappia quale struttura dare alla propria azienda in Cina.

Ma.

I Rep Off hanno la caratteristica di essere poco costosi e di richiedere poco tempo e meno burocrazia per essere costituiti, ma, data la limitata operatività che permettono, sono sempre meno utilizzati, soprattutto dai nostri clienti che, essendo attivi nei settori tecnici, hanno bisogno di meno marketing e ricerche di mercato e molta operatività.
Le WOFE sono l’ideale per le multinazionali o in generale per le aziende con grande disponibilità liquida, in grado di investire una discreta somma di denaro e in grado di assorbire eventuali ritardi di ritorno dell’investimento. Inoltre se oggi è più facile e meno costoso aprire una WOFE, non ci si deve però dimenticare dei tempi e dei costi necessari per chiudere una WOFE nel caso in cui le cose non vadano bene.
Le JV/Accquisizioni dopo molti tentativi andati male e relativi fallimenti, oggi vengono evitate e caldamente sconsigliate (leggere in proposito il vecchio post: Iniziare la produzione in Cina e non perdere il Know How).
E poi abbiamo le FIP, che però essendo di recente costituzione sono ancora in una fase che definirei “sperimentale” con il conseguente rischio che il governo cambi le regole in corsa.

Ma non sono solo questi i dubbi: se l’imprenditore vuole investire in Cina, ma non conosce il Paese, non sa ancora se il prodotto che vuole vendere in Cina avrà un mercato oppure no e non ha le risorse di tempo e di denaro per investire in ricerche di mercato, gli conviene iniziare subito registrando l’azienda?

Forse no.

Tenuto conto di tutti questi fattori critici, PTL Group ha individuato un’altra soluzione che permette di limitare costi e rischi e riduce considerevolmento i tempi di "effettività": il Management in trust.

In che cosa consiste il Management in trust?

Management in Trust è un nuovo modello di business che permette di essere operativi in Cina senza registrare l'azienda. In Italiano lo possiamo tradurre con “Management in fiducia”. Avere la piena operatività significa poter assumere personale, esportare i propri prodotti e venderli per non avendo un'entità legale in Cina, ma utilizzando una terza parte che avendo già una struttura organizzata e soprattutto avendo un'entità legale in Cina, può operare al vostro posto. Insomma una terza parte che funge da partner senza in realtà esserlo, perchè non possiede le vostre attività, non divide gli utili e non entra nel merito delle vostre decisioni.

E un modello che si basa sulla fiducia reciproca perché la terza parte maneggerà i vostri beni, ma non solo: nella transizione dai vostri magazzini a quelli del cliente, i vostri prodotti apparterrano temporaneamente a questa terza parte.

PTL Group ha perfezionato questo modello di business portandolo a massimi livelli di efficienza e professionalità.

I vantaggi del Management in trust

Abbatte i tempi di ingresso nel mercato permettendo di essere operativi da subito, azzerando i tempi di registrazione dell’azienda e i tempi di costituzione degli uffici (verranno usati gli spazi di PTL Group). Inoltre gli esperti di PTL Group si occuperanno dell’assunzione del personale (organizzeranno il recruitment, ma sarete voi a prendere la decisione finale di chi assumenre).
Abbatte costi e rischi legate alle operazioni poiché con questo modello di buisiness avrete immediatamente a disposizione i magazzini di PTL Group ( Shanghai, Guanzhou e Pechino) per importare i vostri prodotti, inoltre PTL Group vi assisterà nelle varie procedure di sdoganamento.
Limita il rischio legato all’investimento poiché questo modello vi permette di procedere al finanziamento della vostra attività con i tempi adatti al vostro business: l’investimento iniziale è minimo e poi in base alle vendite e al successo delle vostre attività potrete portare operazioni e investimenti ad un livello successivo.
Offre un pacchetto di servizi integrati completo in quanto PTL Group vi può assistere nell’espletamento delle varie funzioni finanziarie, oltre che a fornirvi servizi di marketing e HR.
Insomma questa è secondo noi la soluzione ideale per le piccole e medie imprese che vogliono tentare l’avventura cinese, ma non si possono permettere i tempi di ritorno sull’investimento che si possono permettere le grandi aziende.

PTL GroupTeam

Tags: Untagged

Le PMI e la Cina: se son rose fioriranno

Posted by Tiziana Cantoni
Tiziana Cantoni
Tiziana Cantoni has not set their biography yet
User is currently offline
on Tuesday, 06 March 2012
in senonCINAsci

Il numero di marzo della rivista economica Shanghai Business Review dedica l’articolo centrale al nostro Paese. Il titolo: The Roman Empire. Una lettura interessante e utile per chi vuole investire in Cina, dal momento che offre una panoramica accurata sui settori nei quali investire e sullo stato attuale delle relazione commerciale tra Cina e il nostro Paese.

Numeri
Scambi commerciali tra Italia e Cina
51,28 miliardi USD attuali che si prevede aumentare a 80 miliardi USD entro il 2015
Fonte: Italian Trade Commission

Esportazioni dall’Italia alla Cina nel 2011
17,57 miliardi di dollari
Fonte: Italian Trade Commission

Esportazioni dalla Cina all’Italia
33,71 miliardi di dollari
Fonte: Italian Trade Commission

Ecco un riassunto dei punti centrali.

1) Nonostante la crisi che investe l’Europa, le relazioni commerciali tra Cina e Italia sono in costante crescita. Questo grazie anche agli accordi stipulati nel 2011 tra governo cinese e italiano che mirano a portare gli scambi commerciali dai 51 bn di dollari attuali a 80 bn di dollari entro il 2015

2) Il settore di nicchia dei macchinari, della componentistica meccanica e dei semilavorati ha oggi un gran successo in Cina ed è in continua espansione. Nonostante le difficoltà che il settore presenta, l’Italia è particolarmente forte. Tanto che, fatto 100 il totale dell’esportazioni dall’italia alla Cina, il 40% è coperto dall’esportazione di componenti meccaniche e solo l’8% da componenti elettroniche.

3) Il numero delle aziende italiane presenti in Cina èin costante espansione: solo nella Cina costiera erano 230 nel 2008 e sono 900 nel 2012. Questo dato riguarda soprattutto le piccole medie aziende note per la loro capacità tecnologica e innovativa che permette loro di sviluppare prodotti unici e apprezzati localmente.

4) Cresce la fiducia da parte delle aziende italiane nel sistema cinese e contemporaneamente diminuisce il timore nell’affrontarlo.

5) L’Italia sta diventando anche la destinataria di investimenti cinesi che raddoppiano di anno in anno.La crisi che sta investendo l’Europa sembra aiutare l’espansione italiana in Cina, dal momento che le aziende italiane hanno iniziato a vedere la Cina come uno “strumento” per risolvere il problema crisi e non come la sua causa. Questo ha permesso alle aziende italiane di non fermarsi davvanti al colosso Cina, ma al contrario le ha spronate ad aumentare la loro presenza portando le operazioni in Cina ad un livello superiore.

Tiziana Cantoni PTL Group

Fonte: The Roman Empire (Shanghai Business Review)

 

Tags: Untagged

Province Cinesi e Paesi nel mondo: PIL a confronto

Posted by Tiziana Cantoni
Tiziana Cantoni
Tiziana Cantoni has not set their biography yet
User is currently offline
on Tuesday, 14 February 2012
in senonCINAsci

La Cina è la seconda economia più grande al mondo, ma alcune delle sue province da sole si posizienerebbero molto bene nella classifica mondiale.
Questa mappa mostra il Paese al quale più si avvicinano in termini di PIL. La provincia di Guangdong, per esempio ha un PIL simile a quello dell’Indonesia, mentre le province di Jiangsu e Shandong insieme superano la Svizzera. È vero che alcune province potrebbero alterare in eccesso i numeri, infatti la somma di alcuni PIL riportati supera del 10% la media nazionale, ma la coerenza nel registrare i ritmi di crescita negli ultimi anni suggerisce che ogni esagerazione sia modesta.
E se analizziamo altri parametri? Il Guangdong esporta tanto quanto la Corea del Sud; Jiangsu quanto Taiwan. Il PIL di Shanghai per persona è simile al PIL nell’Arabia Saudita (a parità di potere d'acquisto), ed è ancora inferiore, e di molto, del PIL delle regioni ad amministrazione speciale come Hong Kong e Macau. All'altro estremo, la provincia più povera, Guizhou, ha un reddito pro-capite vicino a quello dell'India.
NB: Queste cifre utilizzano lo stesso tasso di conversione PPP per tutta la Cina, pertanto la differenza del costo della vita tra province povere e province ricche riduce le disuguaglianze sociali.

Fonte: Economist

http://www.economist.com/content/all_parities_china

Tiziana Cantoni PTL-Group.com

Tags: Untagged